A journey “inside the algorithm” with Donata Columbro (in Italian only)

An interview with the author who presented her book Friday 10th March at the Public Library in Sirmione

Published on : 15 March 2023 This article is older than 6 months

A margine della presentazione di “Dentro l’algoritmo” del 10 marzo alla Biblioteca di Sirmione, l’autrice Donata Columbro ha risposto ad alcune domande, dando qualche spunto sul suo libro e spiegando il suo lavoro di giornalista dei dati e “data humanizer”.

Come si sta dentro l’algoritmo?

Dipende da chi sei, se sei una persona con un certo privilegio puoi starci bene finché non ti rendi conto che ti sta suggerendo qualcosa che ti delude, ti offre dei contenuti che non ti piacciono, ma l’impatto di questo tipo di algoritmi è abbastanza basso, si può stare con agio e un po’ di fastidi. Però si sta peggio se sono una persona che si trova al di sotto della cima della piramide, se sono una donna disabile o a basso reddito o disoccupata, allora in quel caso l’algoritmo non le tratta proprio benissimo. […]

Quindi è l’algoritmo razzista, l’algoritmo sessista, oppure è colpa di qualcuno che sta “dietro” l’algoritmo?

Ripeto spesso che la tecnologia non è neutra, il modo stesso in cui è progettata ce la fa usare in un certo modo. Bisogna capire se è chi ha scritto il codice oppure se è qualcuno che gli ha detto di costruirlo così, dov’è la responsabilità, qual è l’obiettivo. […] A volte i bias o gli stereotipi non sono inseriti appositamente dentro gli algoritmi. […] A volte basta farsi la domanda: quali sono i dati che metto dentro?

Molto spesso si parla di dati come di una cosa oggettiva, invece tu appunto nel tuo lavoro di giornalista dei dati, definita “data humanizer”, cerchi di smontare questa narrazione e in qualche modo insegnare delle forme di resistenza e dei modi alternativi di raccogliere dati, come attraverso la “citizen science”. Cosa fai nel concreto e qual è il tuo obiettivo?

Tutte e tutti noi abbiamo nel concreto tra le mani la possibilità di capire cosa sono i dati e fare in modo che quando utilizziamo una tecnologia proviamo a capire da dove è arrivato il dato. […] Il dato viene creato, non è che si trova là fuori in natura, come una mela attaccata all’albero. I dati mica li raccogliamo, li produciamo. Immaginarsi che c’è un passaggio concreto dal dato all’algoritmo alle decisioni ci aiuta a essere più consapevoli, a mettere in atto forme di resistenza per non subire quello che ci propongono gli algoritmi. […]

Ascolta l’intervista completa a Donata Columbro andata in onda su La Polvere della Battaglia, un programma di Radio Onda d’Urto.