Trees talk to us, they tell us that we share the same breath
Francesca Roman in the Giornale di Brescia dedicates an article to the exhibition "If trees could speak" by Magnum Photos at Palazzo Callas Exhibitions (article in Italian only)
Published on : 2 April 2026

Tra fotografia, natura e memoria, If trees could speak, la mostra fotografica di Magnum Photos a Palazzo Callas Exhibitions rende tangibile il rapporto tra uomo e alberi, e destinato a trasformarsi nel tempo. Un’esperienza che unisce fotografia e sostenibilità, dove le immagini non restano appese alle pareti, ma sono pensate per tornare alla terra e generare nuova vita. Ne parla Francesca Roman in un bell’articolo pubblicato sul Giornale di Brescia
“Se sono foto fioriranno. Non solo scatti che ritraggono le voci silenziose degli alberi, immortalate da quaranta dei più grandi fotografi dell’agenzia Magnum, ma anche stampe realizzate su una carta speciale, che contiene al suo interno dei semi e che darà vita a nuove piante. If trees could speakè una mostra inedita e innovativa, che lega la forza del messaggio iconografico a un’azione concreta. È allestita nelle sale di Palazzo Callas fino al 12 luglio, ed è stata curata da Andréa Holzherr, Global Cultural Director di Magnum Photos, e dall’architetto Mariangela Gavioli per il Comune di Sirmione. «Da tempo avevo in testa l’idea di fare una mostra sugli alberi – chiarisce Holzherr – ma mi mancava sempre qualcosa di particolare. Poi, l’anno scorso, sono stata in Giappone, dove ho scoperto questo tipo di carta. Quindi sono tornata da Kyoto e ho chiesto alla mia produttrice di fare una ricerca: il problema era trovare uno stampatore che volesse realizzare le stampe fotografiche su una carta non completamente liscia. L’abbiamo trovato, e quello che vedete esposto è assolutamente innovativo». Il tema che accomuna le cento immagini selezionate da Holzherr è il dialogo, fragile e necessario, tra l’uomo e gli alberi: cosa direbbero gli alberi, se potessero parlare? Se potessero raccontare ciò che hanno visto nei secoli, osservando le civiltà crescere e scomparire sotto le loro chiome, le ferite della guerra e la lenta guarigione della terra? A queste domande rispondono quaranta fotografi di Magnum Photos, in uno sguardo plurale che intreccia reportage, poesia visiva e denuncia ambientale: da Steve McCurry che immortala gli esemplari secolari del Madagascar, a Paolo Pellegrin che ritrae i boschi incendiati dell’Australia; da Abbas che riproduce le foreste sacre del Giappone e della Tailandia, a Martin Parr e Richard Kalvar che si concentrano sugli alberi urbani. La «foto-manifesto» della mostra è di Werner Bischof e ritrae le fessure di un tronco tagliato: «Assomigliano al simbolo giapponese che significa “albero” – specifica Holzherr -, per questo ci è sembrata particolarmente simbolica: gli alberi ci ricordano che siamo ancora connessi, che ogni respiro che facciamo è condiviso con loro, che le nostre vite sono intrecciate attraverso scambi invisibili di aria, acqua e tempo»[…]”.
“Se sono foto fioriranno. Non solo scatti che ritraggono le voci silenziose degli alberi, immortalate da quaranta dei più grandi fotografi dell’agenzia Magnum, ma anche stampe realizzate su una carta speciale, che contiene al suo interno dei semi e che darà vita a nuove piante. If trees could speakè una mostra inedita e innovativa, che lega la forza del messaggio iconografico a un’azione concreta. È allestita nelle sale di Palazzo Callas fino al 12 luglio, ed è stata curata da Andréa Holzherr, Global Cultural Director di Magnum Photos, e dall’architetto Mariangela Gavioli per il Comune di Sirmione. «Da tempo avevo in testa l’idea di fare una mostra sugli alberi – chiarisce Holzherr – ma mi mancava sempre qualcosa di particolare. Poi, l’anno scorso, sono stata in Giappone, dove ho scoperto questo tipo di carta. Quindi sono tornata da Kyoto e ho chiesto alla mia produttrice di fare una ricerca: il problema era trovare uno stampatore che volesse realizzare le stampe fotografiche su una carta non completamente liscia. L’abbiamo trovato, e quello che vedete esposto è assolutamente innovativo». Il tema che accomuna le cento immagini selezionate da Holzherr è il dialogo, fragile e necessario, tra l’uomo e gli alberi: cosa direbbero gli alberi, se potessero parlare? Se potessero raccontare ciò che hanno visto nei secoli, osservando le civiltà crescere e scomparire sotto le loro chiome, le ferite della guerra e la lenta guarigione della terra? A queste domande rispondono quaranta fotografi di Magnum Photos, in uno sguardo plurale che intreccia reportage, poesia visiva e denuncia ambientale: da Steve McCurry che immortala gli esemplari secolari del Madagascar, a Paolo Pellegrin che ritrae i boschi incendiati dell’Australia; da Abbas che riproduce le foreste sacre del Giappone e della Tailandia, a Martin Parr e Richard Kalvar che si concentrano sugli alberi urbani. La «foto-manifesto» della mostra è di Werner Bischof e ritrae le fessure di un tronco tagliato: «Assomigliano al simbolo giapponese che significa “albero” – specifica Holzherr -, per questo ci è sembrata particolarmente simbolica: gli alberi ci ricordano che siamo ancora connessi, che ogni respiro che facciamo è condiviso con loro, che le nostre vite sono intrecciate attraverso scambi invisibili di aria, acqua e tempo»[…]”.
Leggi l’articolo completo di Francesca Roman sul Giornale di Brescia
If trees could speak, mostra fotografica di Magnum Photos
