WOUND | FERITA

A Palazzo Callas Exhibitions la mostra con gli scatti, le emozioni ed i vincitori del Premio Sirmione per la Fotografia 2025

DA SABATO 18 LUGLIO A DOMENICA 8 NOVEMBRE 2026, PALAZZO CALLAS EXHIBITIONS

WOUND | FERITA
Mostra del Premio Sirmione per la Fotografia, edizione 2025
Palazzo Callas Exhibitions,
18 luglio – 8 novembre 2026


Una mostra fotografica che unisce immagini e riflessione, invitando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra uomo e natura e sulla responsabilità che abbiamo nei confronti del paesaggio.

Realizzata con le fotografie della XVI edizione del Premio Sirmione per la Fotografia, la mostra affronta un tema più che mai attuale, utilizzando la fotografia come strumento di comunicazione e sensibilizzazione.

  • La ferita delle immagini: uomo, natura e consapevolezza

L’intervento dell’uomo lascia segni sempre più evidenti sul paesaggio naturale. Troppo spesso, però, continuiamo a osservare la natura come un luogo incontaminato, dimenticando le trasformazioni e le ferite che la attraversano.

WOUND | FERITA riflette su questa contraddizione attraverso un allestimento che affianca a ogni fotografia una seconda copia, fisicamente strappata e ricomposta. Lo strappo rappresenta simbolicamente la violazione della natura; la cucitura, volutamente visibile e imperfetta, non cancella il danno ma lo rende leggibile, trasformandosi in metafora del tentativo umano di prendersi cura del paesaggio senza nascondere ciò che è accaduto.

Questo progetto si inserisce nel percorso che il Comune di Sirmione dedica ai temi dell’ambiente e del paesaggio, dalle pubblicazioni dei progetti fotografici della Sirmione Photo Residency ai dialoghi della rassegna Equilibri, fino alla recente mostra If Trees Could Speak, realizzata con le fotografie di Magnum Photos, e ai numerosi interventi dedicati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio arboreo urbano.

Così Luisa Lavelli, Sindaco di Sirmione:

 “Mi piace sottolineare come le ferite che queste immagini ci mostrano possano estendersi oltre il piano ambientale ed ecologico, fino a raggiungere una dimensione esistenziale.
Esse trovano corrispondenza nell’animo di ciascuno di noi: sono le tracce di un incessante processo di crescita, evoluzione e adattamento, che rappresenta il segno della vita stessa.
La ricucitura diventa quindi metafora della forza umana di riparazione, resilienza e superamento che trasforma i traumi in punti di forza e maggiore consapevolezza. Anche con questa nostra nuova mostra vogliamo unire la bellezza delle immagini all’imprescindibile funzione di comunicazione sociale della fotografia.”

  • L’allestimento

Come già sottolineato, la mostra presenta le fotografie selezionate dai concorsi del Premio Sirmione per la Fotografia, e affianca, a ciascuna immagine, una seconda copia in bianco e nero, strappata e ricomposta, lasciando volutamente visibile la ferita. Realizzate in bianco e nero, le copie semplificano la lettura dell’intervento curatoriale, concentrando l’attenzione sul gesto della ricomposizione e sulla ferita resa volutamente visibile. Le fotografie rimangono protagoniste del percorso espositivo, mentre la seconda copia introduce un ulteriore livello di lettura, trasformando l’allestimento in una riflessione sul rapporto tra uomo e paesaggio.

Mariangela Gavioli, curatrice della mostra, spiega la scelta dell’allestimento:

“Le immagini del Premio Sirmione per la Fotografia raccontano la straordinaria bellezza del paesaggio del Lago di Garda e di Sirmione. L’allestimento prova invece a raccontare il nostro rapporto con quel paesaggio e la responsabilità che abbiamo nei confronti del paesaggio stesso. Accanto a ogni fotografia originale, una seconda copia in bianco e nero viene strappata e ricomposta: lo strappo rappresenta la ferita, la ricomposizione il tentativo di ricucirla, senza nascondere ciò che è accaduto. La ricucitura non cancella la ferita, ma impedisce che venga dimenticata.”

L’allestimento si ispira al Kintsugi (金継ぎ), l’antica arte giapponese che considera la rottura e la riparazione parte della storia di un oggetto. Invece di nascondere le fratture, le rende visibili, riconoscendo nelle imperfezioni il valore della memoria e del tempo. Anche in WOUND | FERITA, la ricucitura non restituisce l’immagine originaria: rende visibile la ferita e invita a riflettere sul rapporto tra uomo e paesaggio.

La mostra prosegue così il percorso di ricerca curatoriale avviato lo scorso anno con FIT, il progetto espositivo dedicato alla percezione sociale del corpo.

La mostra celebra uno dei posti più amati dai fotografi. – commenta Riccardo Genovesi, Assessore al Turismo – Non dobbiamo dirlo noi quanto è bella Sirmione e il Lago di Garda, ma sono gli scatti dei fotografi che ce lo raccontano quotidianamente. Attraverso questa esposizione facciamo promozione del territorio utilizzando l’arte fotografica come un canale di sensibilizzazione ambientale. Si tratta di un’arte fotografica che a Sirmione non è affatto al servizio di semplici esigenze di marketing, ma che si configura come una vera fonte di risveglio sulla realtà, capace di ricordarci la cura che dobbiamo a questi luoghi straordinari”.

·         Sirmione: una bellezza che resiste

La stessa riflessione vale anche per il paesaggio di Sirmione e del Garda: ogni angolo, ogni prospettiva ha la sua dignità e la sua bellezza, segnata dal tempo e dalla convivenza tra natura e antropizzazione, indipendentemente dalle convenzioni estetiche dell’idealizzazione turistica. Come le immagini in mostra dimostrano che non esiste un paesaggio privo di segni, così il lago ci insegna che la bellezza autentica risiede nella capacità di resistere e di rinnovarsi continuamente.

All’ingresso delle sale di Palazzo Callas Exhibitions, un grande pannello introduttivo accoglie i visitatori con una celebre citazione dello scienziato e divulgatore Hubert Reeves sul rapporto tra uomo e natura. Alcune parole del testo vengono volutamente cancellate, senza essere completamente nascoste.

Man is the most insane species.
He worships
an invisible God and destroys a visible Nature.”

Come nello strappo e nella ricomposizione delle fotografie, anche questo gesto non elimina ciò che è accaduto, ma lo rende visibile. La cancellazione trasforma così una denuncia in un invito alla cura e alla responsabilità nei confronti del paesaggio naturale.


WOUND • FERITA
Mostra del Premio Sirmione per la Fotografia, edizione 2025
Palazzo Callas Exhibitions

18 luglio – 8 novembre 2026

Orario di apertura
Dal 18 luglio al 27 settembre:
Tutti i giorni 10:30 – 12:30 e 16:30 – 19:00
Venerdì e sabato 10:30 – 12:30 e 16:30 – 22:00
Chiuso il lunedì

Dal 29 settembre all’8 novembre:
Tutti i giorni 10:30-12:30 e 15:00-18:00
Chiuso il lunedì

Ingresso libero

NUMERO DI FOTOGRAFIE: 115
FOTOGRAFI: 75, provenienti da Italia ed Europa


WOUND • FERITA: la locandina | il comunicato stampa |

The Final Cut: le immagini dell’allestimento 

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