Erza Pound a Sirmione: “Qui sono a casa mia”

E invita James Joyce a raggiungerlo. L'incontro avvenne 100 anni fa

VENERDÌ 5 GIUGNO 2020 Questo articolo ha più di 1 anno

Nel 1920 Ezra Pound alloggiava a Sirmione all’Hotel Eden.

Era entusiasta di Sirmione e in una lettera invitava James Joyce a raggiungerlo: “Qui sono a casa mia. Non so quali possono essere i vostri impegni a Trieste o se abbiate la salute necessaria per il viaggio, ma vorrei che trascorreste una settimana qui con me (“a mio carico”, come mio ospite, o comunque si dica). Il luogo vale il viaggio in treno. Avete la garanzia di Catullo e la mia”.

Ezra Pound era affascinato dal blu dell’acqua del lago: “Non ho mai trovato nulla che fosse proprio alla stessa altezza tranne che nella grotta di Capri, dove l’entrata funziona da lente e scaglia la luce sott’acqua”.

Qualche giorno dopo, all’inizio di giugno, torna ad insistere con l’amico Joyce. Addirittura gli trova “due stanze all’Albergo de la PaceSembra pulito, buon odore in cucina, proprietario amico del mio vecchio amico Menegatti. Offre la pensione a 14 lire, cioè 56 lire al giorno per voi quattro. Sto pensando di provarlo io stesso dovessi tornare qui in futuro. Telegrafate e vi riserverò le stanze al Pace”.

Alla fine James Joyce, che detestava viaggiare, finì per farsi convincere e l’8 giugno 1920, assieme al figlio quindicenne Giorgio, arrivò in battello a Sirmione, proveniente da Desenzano dove era giunto in treno partendo da Trieste.

Leggende del Lago di Garda racconta tutta la storia.

JOYCE & POUND 100 ANNI FA A SIRMIONE, un articolo pubblicato da BresciaOggi.

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