l’8 marzo a Sirmione

Da Naomi Jacob a Elsa Lizzeri: storie di donne e libertà tra le pagine di una biblioteca

Pubblicato il: 3 Marzo 2026

C’è un filo che lega le suffragette inglesi alle sale silenziose di una biblioteca affacciata sul Garda. Un filo fatto di parole, studio, accesso al sapere. L’8 marzo, a Sirmione, passa anche da qui: dalla storia della scrittrice britannica Naomi Jacob e da quella di Elsa Lizzeri, la donna che negli anni Sessanta contribuì a fondare la Biblioteca Comunale di Sirmione.

Tra gli scaffali della biblioteca “Mario Ferrari” sono arrivati studiosi dell’Università di Harvard sulle tracce di Ezra Pound, ricercatori torinesi interessati a Naomi Jacob e perfino la direttrice della sezione ragazzi della biblioteca di Berlino, interessata alla letteratura mitteleuropea. Un crocevia internazionale inatteso per un piccolo centro del Garda, cresciuto anche grazie al lavoro silenzioso di Elsa Lizzeri.

Ottantanove anni, ex dipendente comunale, nata a Sirmione, Elsa frequenta ancora oggi la Biblioteca Comunale; biblioteca che partecipò a far nascere quando ancora era ospitata nel Castello Scaligero. «La biblioteca – racconta – nacque quando si chiese la concessione dei locali del castello, ai tempi del sindaco Dante Bertoldi. D’estate veniva a Sirmione anche l’ex Presidente del Consiglio Aldo Moro, favorevole all’apertura».

Decisivo fu il professor Mario Ferrari, al quale la biblioteca è intitolata dal 2016, che suggerì di richiedere i volumi all’Ente Nazionale Biblioteche Popolari e Scolastiche. Nel 1968 arrivarono 600 libri, catalogati da Sandro Campanelli. Le Acli fornirono i volontari: tra loro la giovane Elsa e il maestro Ernesto Tozzo. All’inizio si apriva solo la domenica mattina e, quando Tozzo si trasferì a Brescia, Lizzeri rimase sola. Il servizio proseguì fino alla metà degli anni Settanta, quando la concessione statale non fu rinnovata.

Seguendo i consigli di Ferrari, Elsa difese l’idea di una biblioteca gratuita, senza tessere a pagamento, con attenzione alla sezione ragazzi e alla storia locale. Le sedi cambiarono – dai locali Acli di via Santa Maria Maggiore a piazza Flaminia, con una stufa a cherosene e un affresco rinascimentale riemerso durante i lavori di ristrutturazione, fino a Colombare e poi alla sede attuale, tra il Municipio e la scuola media. Con l’ampliamento dell’orario, Elsa chiese il riconoscimento formale del suo ruolo, contribuì allo statuto e rimase in servizio fino al 1989. A partire dal 1976, la biblioteca organizzò uscite teatrali a Milano, Brescia e Verona.

In quegli anni Sirmione attirò studiosi interessati a Naomi Jacob (1884–1964), autrice di romanzi, autobiografie e testi teatrali. Come ricorda l’Enciclopedia Bresciana, fu vicina agli ambienti progressisti inglesi e alle battaglie per i diritti delle donne; visse tra Inghilterra ed Europa e soggiornò a lungo anche sul Garda e a Sirmione, dove oggi riposa nel Cimitero della città. La sua presenza è ricordata anche da una targa commemorativa collocata in via Campane, vicino alla Chiesa di Santa Maria della Neve, che segnala il luogo in cui visse. Oggi la sua figura continua a richiamare l’attenzione accademica per l’intreccio tra letteratura e impegno civile.

Che una suffragetta inglese diventi oggetto di studio in una piccola biblioteca fondata e cresciuta grazie a una donna non è solo una coincidenza. Le suffragette lottavano per la voce pubblica; Elsa Lizzeri, senza proclami, costruiva uno spazio dove quella voce potesse formarsi: libri per tutti, educazione, memoria locale. Ancora oggi, mentre ad Harvard si conservano le lettere che Pound scrisse dall’hotel Eden di Sirmione, la biblioteca resta un ponte tra il Garda e il mondo.

In questo senso Elsa Lizzeri è stata, silenziosamente, anche una “custode delle donne ribelli”: grazie al suo lavoro e alla cura degli archivi, i ricercatori hanno potuto ricostruire la presenza di Naomi Jacob a Sirmione. E l’8 marzo diventa così non solo celebrazione, ma memoria concreta di donne che hanno trasformato la cultura in un atto di libertà.

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Naomi Jacob nel 1955
La “Blue plaque” dove Naomi Jacob visse di via Campane
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